04 Febbraio 2012

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OLD BOTTLE Museum

Ristorante Self Service
Una pausa di mezzogiorno da assaporare con gli occhi...
CHI SIAMO: Le incredibili bottiglie di Barbera
Per un ragazzo di 12 anni il mondo è tutto da scoprire. A colorare la vita intervengono mille interessi e distrazioni, tra lo sport praticato finalmente con una dignitosa fisicità, la musica da scoprire in tutte le sue infinite declinazioni, le prime letture da sfogliare distrattamente o divorare appassionatamente e persino l´inevitabile quanto "inspiegabile modo differente" di guardare e rapportarsi con le ragazzine...
Ma a 12 anni è anche possibile essere "folgorati" da un amore talmente intenso da non potersene più distaccare per il resto della vita.
L´iniziare a collezionare francobolli, figurine, cd o cartoline rientra, tutto sommato, nella normalità. Ma qui stiamo parlando d´altro. Per un dodicenne provare l´insopprimibile e reiterato desiderio di accumulare quante più bottiglie di liquore possibile rappresenta qualcosa di estremamente raro a riscontrarsi. Qualcosa che, se portato alle estreme conseguenze nel corso degli anni, può dar vita ad una raccolta talmente rara e spettacolare da risultare tra le prime in Europa per pregio e assortimento dei "pezzi" contenuti.
Il bello è che questo capolavoro di selezione e perseveranza (20.000 pezzi esposti su una collezione che ne conta circa il doppio) è possibile visitarlo gratuitamente proprio nel cuore di Biella.
Questa è la storia di Roberto Barbera e delle sue bottiglie.
Le incredibili bottiglie di Barbera...
La storia da Roberto Barbera...
Sono nato a Biella il 15 Dicembre del ´57, qui ho studiato iniziando coi primi lavoretti nei ristoranti a 15 anni, mentre a 18 sono espatriato: la voglia di conoscere le lingue mi ha spinto a cercare nuovi orizzonti.
La Svizzera mi ha consentito di iniziare la mia carriera nel mondo dell´accoglienza e della ristorazione, con una formazione particolare nell´ambiente "Bar".
Poco alla volta le mie prestazioni hanno "scalato" il livello alberghiero, riuscendo ad entrare nei "5 stelle" più importanti come il Kuhn di Saint Moritz o il Beau Rivage di Losanna fino a ricoprire il ruolo di capo barman. Ma la voglia di allargare ancora i miei orizzonti si faceva sempre più forte: a 22 anni ho fatto il giro del mondo imbarcandomi come barman sulla lussuosissima nave da crociera "Sagafior" della Swedish American Line, dove 500 passeggeri venivano seguiti da 500 addetti alle più svariate mansioni, capaci di fornire una cura per gli ospiti incredibile...
L´esperienza è stata bellissima quanto impegnativa, così ho deciso di rientrare in Svizzera a riprendere il lavoro esattamente nel ruolo e nel Grand Hotel da cui ero partito.
A 33 anni, complici le reiterate richieste della mia famiglia, sono poi tornato a Biella dedicandomi all´attività di ristorazione proprio qui in via Piave.
... e della sua strabiliante collezione!
Avrò avuto nove o dieci anni e la paghetta settimanale di 500 lire quando nacque la mia passione, anzichè spendere in figurine o caramelle destinavo il mio denaro ai primi acquisti: era la mia unica possibilità di entrare in possesso delle prime mignon.
Con tutti i mezzi di trasporto possibili, tra bicicletta, autobus e passaggi in auto gentilmente concessi da un papà tanto affettuoso quanto perplesso, giravo per le "piole" della città e dei paesi nella prima cintura alla ricerca delle bottigliette promozionali che i rappresentanti regalavano ai bar consegnando la fornitura.
Oramai i baristi iniziavano a conoscermi e così riuscivo a pagarle tra le 40 e le 100 lire l´una, ovviamente senza nessun criterio d´acquisto particolare. Era solo un modo per iniziare...
La mia "Numero Uno"...
Se me la ricordo? E come potrei non ricordarla... era una normalissima mignon di grappa Libarna, ma per me rappresenta qualcosa di magico.
Ovvio che col passare degli anni, con più informazioni ed esperienza, ho iniziato a distinguere e selezionare i pezzi da portare a casa rispetto a quelli più comuni e meno interessanti.
Il periodo svizzero e l´ambiente di lavoro dietro al bancone dei bar più prestigiosi hanno senza dubbio contribuito in maniera fondamentale a trasformare una collezione qualunque in quello che queste pareti raccontano.
... ed i pezzi più pregiati.
A 25 anni mi son reso conto che tutto quello che avevo accumulato esprimeva un valore collezionistico piuttosto relativo, visto che per la maggior parte erano tutti pezzi alla portata di tutti. Così ho scelto di rendere il tutto più interessante, andando alla ricerca dei "sigilli" di imbottigliamento più rari e antichi.
Nelle cantine degli hotel e dei ristoranti che ero solito frequentare in Svizzera, la mia collezione ha subito un´impennata per quantità e qualità dei pezzi: tra bottiglie dimenticate, nascoste dal tempo e segnalazioni di amici compiacenti, cantinieri e magazzinieri, le scoperte si susseguivano incessantemente e le "mance" ricchissime di clienti come l´Aga Khan, Carlo Ponti e Sofia Loren, mi consentirono di continuare gli acquisti con buona frequenza.
Vi fu poi, nel 1987, il momento del ritorno in Italia che segnò una pausa di qualche mese nella raccolta, una stopo imposto dalla necessità di riambientarmi in una realtà profondamente mutata rispetto a come l´avevo lasciata nel ´72.
Un periodo passato anche a riaggiornarmi sui circuiti collezionistici italiani, iscrivendomi alle principali community organizzate dalle riviste specializzate. Gli scambi, infatti, sono fondamentali quando si arriva ad un certo livello di accumulazione ed i "doppi" risultano uno strumento molto utile per ottenere quanto manca alla collezione.
Per quanto riguarda i pezzi più pregiati, possiamo partire dalle bottiglie molto rare e degne di essere esposte in un museo: ad esempio il bottalino di cognac in pelle, dipinto a mano e raffigurante una battuta di caccia, ritrovato in un castello degli Sforza. E´ ancora perfettamente sigillato, con la ceralacca che riporta la data del 1890...
C´è poi una delle primissime cassette della Martini, risalente al 1900, così come altri pezzi "sugherati" di grande rilievo ed il primissimo concorso a premi legato alle bottiglie Gancia con le quali si poteva vincere, negli anni ´50, la Fiat 500.
Come non citare poi, tra i pezzi rari, le prime cassette di lusso che facevano la Stock, la Sarti e la Cinzano.
Proseguendo nelle partizioni della raccolta, va detto che ho seguito criteri legati alle differenti tipologie dei sigilli, cinque per precisione.
Il sigillo fu introdotto nel 1933 come tassa sugli alcoolici e parte dal Regno Sabaudo del ventennio fascista; nel ´39 fu poi la volta del sigillo reale privo dei fasci, nel ´42 del sigillo "testa di donna", nel ´49 del sigillo "stella" poi sostituito nel ´52 dalla "fascetta" che tutt´ora viene impiegata per attestare la provenienza del prodotto.
Tra i pezzi rari che conservo con grande affetto vi sono senz´altro le grappe che la Nonino nel 1950 donò, con tanto di dedica scritta a mano sull´etichetta, a Ermenegildo Zegna, oltre alla raccolta completa delle "campane" di whisky della Bell´s dedicata alla famiglia reale inglese.
Confesso che guardare quella celebrativa delle nozze di Carlo e Diana, oggi mi fa un certo effetto...
DOVE SIAMO:
Ci trovate a:

BIELLA in
Via PIAVE, 7

Un invito valido a tutti: venite a trovarmi qui in via Piave, sarà un piacere per me illustrarvi questa collezione rendendovi partecipi della mia passione.
Solo guardandola da vicino se ne può comprendere compiutamente il significato...
CONTATTI:
Aperto dalle 7.00 alle 15.30

Telefono: 0158495113
Cellulare: 3207021146
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